Quasi 80mila posti di lavoro a rischio per il lockdown del gioco legale

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by Massimiliano Riverso
3 months ago 0 1159
Gaminginsider-News-Lockdown del gioco legale

"Più si allunga il lockdown per il mondo del gioco d’azzardo, più a rischio non è solo l’intero stato di salute della filiera ma anche il suo tessuto produttivo, composto da migliaia e migliaia di lavoratori". L’ha sottolineato Stefano Diociaiuti (Fisascat-CISL Roma-Rieti): rischiano oltre 10.000 dipendenti dei concessionari.

Per questa ragione si sono moltiplicati gli appelli di associazioni e organizzazioni di settore dinanzi alla perdurante chiusura delle attività di gioco, dato che l’ultimo DPCM ha rimesso in sesto gran parte dei locali e degli esercizi commerciali. Proprio per questo, Diociaiuti ha voluto esprimere la sua preoccupazione per migliaia di lavoratori del settore gaming che, probabilmente, rivedranno la luce solo con la "Fase 3": "Condannare il comparto alla chiusura fino a data da destinarsi significa mettere in ginocchio oltre tremila lavoratrici, lavoratori e famiglie a Roma, e decine di migliaia sul territorio nazionale" – ha detto.

Ma oltre al danno non mancano le beffe: le attività non riaprono, e vengono pure “perseguite”. Il Fondo Salvacalcio, approvato e valevole per l’intero settore sportivo italiano, ha confermato il prelievo sulla raccolta delle scommesse sportive dello 0,30% (ma potrebbe alzarsi allo 0,50%). Significa alzare la tassazione su un comparto al momento vittima del lockdown.

Il segretario di Fisascat-Cisl di Roma e Rieti inoltre ha sostenuto che è quasi incomprensibile il criterio che esclude il gioco rispetto all'apertura delle altre attività: questo perché la maggioranza di sale e punti vendita godono di spazi adeguati per il mantenimento delle distanze. Ma si è preposta la loro chiusura fino al 14 giugno. In base a questo criterio 10.000 dipendenti delle concessionarie di gioco in Italia rischiano per il loro lavoro. Ed assieme a questi in gioco c’è anche il futuro di esercenti e dipendenti. Il totale, in termini numerici, spaventa: 78.000 persone in totale nel nostro Paese potrebbero svegliarsi senza il loro lavoro.

“Non è possibile che sia messo in ginocchio un intero comparto di persone, di realtà aziendali e commerciali che hanno regolarmente pagato le tasse, e che adesso guardano al futuro con estrema preoccupazione” – ha denunciato Diociaiuti, prendendo le difese di un settore sull'orlo del baratro e potenziale vittima di un effetto domino devastante.

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