Coronavirus, il mondo del gioco si interroga: quando la "fase 2"?

avatar
by Massimiliano Riverso
5 months ago 0 1180
Gaminginsider-News-Coronavirus Fase 2

Per quanto ancora durerà questo lockdown generale? Se lo chiedono in tanti ed in particolare gli operatori del settore gioco, i cui locali da oltre un mese hanno le saracinesche abbassate e per i quali la chiusura potrà influenzare il proprio futuro. A quando la “fase 2” per quei settori come il gioco?

Nonostante dal post-Pasqua apriranno alcuni settori, la fase due propriamente detta verrà rinviata ai primi di maggio. In Italia però, a differenza di altre realtà, le pressioni dell’industria hanno prevalso sugli inviti al buonsenso di scienziati ed esperti. Ma nello specifico, non è chiaro quando il settore del gioco e delle scommesse potrà riaprire i propri battenti.

Probabilmente si tratterà di una delle ultime attività che andranno a riaprire, a causa di vari motivi: contenimento difficile, distanziamento praticamente impossibile da contenere e lo specchio di nuovi contagi dietro la porta, fanno propendere per un lockdown a situazione del tutto calmata. Quando, cioè, l’emergenza sanitaria sarà solo una battaglia di contenimento e non un rischio per oltre sessanta milioni di abitanti.

Nel caso delle sale da gioco c’è da considerare anche e soprattutto il cliente, che subirà giocoforza dei condizionamenti. Nel frattempo, però, molte attività collegate al gioco potrebbero riaprire e ripartire: si pensi alla Serie A di calcio, e agli altri campionati, che per ora tengono vuoti i palinsesti dei bookmakers. C’è da interrogarsi, anzitutto, sull'effettiva durata dell’emergenza e più in generale della pandemia. Tutto è collegato ad essa.

Intanto come prosegue la curva di contagio del virus? In questo senso è sempre utile far riferimento ai modelli statistici, che danno un ottimo sguardo sulla realtà. Stando alle ultime, il cosiddetto “picco”, cioè il punto massimo dei contagi, sarebbe stato raggiunto in Italia nella settimana del 27 marzo, oscillando regione per regione. Tuttavia il numero dei contagiati non pare arrestarsi ed anzi, è in aumento in Nord Italia, soprattutto in Lombardia: sintomatico, in questo senso, il caso di Milano. Ma non tutto il male viene per nuocere: i ricoveri in terapia intensiva calano, anche il numero dei morti, fortunatamente.

Intanto nuove ricerche fanno luce sul nuovo Coronavirus. Questo sarebbe diviso in tre ceppi appartenenti ad un’unica famiglia: il ceppo A, derivato dai pipistrelli, sviluppatosi poi nel ceppo B, tipicamente asiatico, e il ceppo C, evoluzione del B che, arrivato in Italia, ha attraversato l’Europa. Secondo gli esperti, l’ultimo tipo di Coronavirus sarebbe più virulento e aggressivo di quello asiatico. Così, in questo modo, le statistiche vanno riscritte. Dopo questa fase di pericolo, potrebbe così cominciare la fase di discesa, quella di calma. I tempi sono più o meno lunghi: per molti ad agosto, verosimilmente, si avranno dati vicini allo zero per quel che riguarda i contagi. Ci sarà poi da fare i conti coi contagi di ritorno. La fase due potrebbe durare anche più di cinque, o otto mesi. Ci sarà da fare i conti con l’Indice R0, quello che indica il numero di potenziali contagi che può provocare un affetto da Covid-19.

Alla normalità presto o tardi si tornerà, gradualmente di certo e sicuramente non a fine maggio. Risulta fondamentale, in questo caso, un vaccino. I test sierologici infine dovrebbero indicare la presenza di anticorpi e portare ad una teorica “patente di immunità” ma i dati al momento sono discordanti. Un terzo dei guariti, secondo uno studio cinese, nel sangue non ha un numero abbastanza alto di anticorpi. L’ipotesi più probabile è quella di una lunga convivenza col Coronavirus, contro cui occorreranno tutte le precauzioni possibili e necessarie.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *